11月5日
IL GATTO CON GLI STIVALI
IL GATTO CON GLI STIVALI
C'erano una volta tre ragazzi il cui padre,che era stato un mugnaio,aveva loro lasciato un' eredita': al maggiore il mulino,al secondo aveva lasciato un asino e al terzo aveva lasciato un gatto.
I primi due erano felici di cio' che avevano ottenuto,mentre il terzo si lamentava:"Che me ne faccio io di un gatto?Non mi serve per macinare il grano,ne' per trasportare i sacchi di farina.Cosa faro'?"
Vedendolo sempre triste,un giorno il gatto disse:"Padrone,non preoccupatevi,procuratemi un paio di stivali perche' io possa camminare tra i cespugli del bosco,un cappello piumato e una divisa da moschettiere e vi prometto che faro' la vostra fortuna".
Il ragazzo sapendo che il micio era molto abile e astuto,decise di accontentarlo.
Quando ebbe cio' che aveva chiesto,il gatto,indossata la divisa e calzati gli stivali se ne ando' nel bosco.
Cosi' se ne ando' in giro cacciando e quando trovo' un coniglio lo porto' al re dicendo:"Sire,vi porto un coniglio da parte del mio padrone,il marchese di Carabas".
Il re accetto' con piacere l'omaggio e prego' il gatto di porgere i suoi ringraziamenti al marchese.
La cosa si ripete' per due o tre mesi;di tanto in tanto il gatto portava un omaggio al re.
Un giorno venne a sapere che il re sarebbe andato a fare una passeggiata lungo il fiume insieme a sua figlia che era una fanciulla bellissima.
Allora si presento' al suo padrone:"E' giunto il nostro momento;non dovete far altro che gettarvi nel fiume,al resto pensero' io".
Il figlio del mugnaio l'assecondo'.Mentre questi era in acqua,il gatto nascose i suoi vestiti;appena vide spuntare la carrozza reale,comincio' a gridare:"Aiuto!Il mio padrone,il marchese di Carabas,sta affogando.Aiuto!"
Udendo queste grida il re si fermo' e chiese cosa stesse accadendo.
Il gatto racconto' che il suo padrone rischiava di annegare nel fiume e che,per colmo di sventura dei ladri gli avevano rubato i vestiti.
Il sovrano,ricordando i doni offertigli dal marchese di Carabas,ordino' subito alle sue guardie di tirare fuori dal fiume il giovane,e ai suoi guardarobieri di correre a palazzo a prendere degli abiti.
Rivestito a nuovo,il ragazzo si presento' al re,al quale piacque molto per i suoi modi gentili ed educati,e piacque anche alla principessa che subito provo' si innamoro' di lui,e lui di lei,tanto che decise di chiedere la sua mano.
Il gatto,intanto,felice che tutto procedesse secondo il suo piano,corse via e si diresse verso un castello che sorgeva nelle vicinanze.
Ai contadini che incontrava lungo la via,diceva:"Quando passera' di qui il re e vi chiedera' di chi sono queste terre,dovrete rispondere che appartengono al marchese di Carabas".
Quando il re passo' in quelle zone,chiese a chi appartenevano quelle terre,e i contadini risposero che appartenevano al marchese di Carabas.
Il re si meravigliava che il giovane possedesse tante ricchezze,e si compiaceva di esserselo fatto amico.
Nel frattempo il gatto era giunto al castello,che era di proprieta' di un orco,come tutti i terreni che si estendevano li' intorno.
Giunto alla sua presenza,gli disse:"Mi hanno riferito che siete capace di trasformarvi in qualsiasi animale".
L'orco dise che era vero,e subito per dimostrarglielo si trasformo' in un leone.
Il gatto vedendosi davanti un animale tanto feroce,si spavento' e nascose finche' l'orco non riprese le sue sembianze,e si mostro' ammirato da tanto potere.
Poi disse:"Ma siete capace di trasformarvi anche in un animale piccolo...che so...per esempio un topo?"
L'orco che era stupido e vanesio quanto cattivo,non sospetto dell'inganno,e per mettersi in mostra si trasformo' in topolino.
Il gatto appena lo vide trasformato in topolino lo catturo' e ne fece un solo boccone.
Nel frattempo il re raggiunse il castello.
Il gatto si precipito' incontro al sovrano:"Benvenuto sire,nel castello del marchese di Carabas!"
Entrati nel palazzo,il gatto invito' a prendere posto di fronte a una tavola riccamente imbandita,che l'orco aveva fatto preparare per i suoi amici.
A questo punto il re era tanto soddisfatto che accetto' di dare in sposa sua figlia al giovane.
Il giovane e la principessa vissero felici e contenti,assieme al gatto,nominato consigliere personale del marchese e ministro di corte.